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Progetto di Zona

I capi della zona di Pisa, riunitisi in Convegno a Fucecchio il 15 e 16 Novembre 2003, hanno in questa sede scritto, votato e approvato il presente PROGETTO DI ZONA con validità triennale.

( Il presente testo è completo delle raccomandazioni presentate e di tutte le modifiche proposte con le mozioni approvate durante l’assemblea)

   

LA SCELTA DI FEDE

 

Partendo dalla consapevolezza che essere educatore scout è il nostro modo personale per rispondere alla chiamata di Dio e che questa nostra missione consiste nell’essere custodi, e non padroni, di una relazione educativa

RITENIAMO che:

Ascolto

Preghiera

Condivisione

 

siano gli strumenti fondamentali per riflettere sulla nostra scelta cristiana.

Pertanto sentiamo il bisogno di rimotivare la nostra scelta di fede attraverso la riscoperta dei valori della fede cattolica, approfondendo le regole fino ad ora date per scontate e spesso svuotate del loro significato più profondo.

Per raggiungere questo obiettivo

proponiamodi:

 

1)     approfondire la parola di Dio e attraverso di essa la vita morale e i contenuti essenziali dell’etica cristiana, partendo dalle scelte e dai gesti quotidiani.

2)     Riscoprire in che modo la morale cristiana interagisce con la nostra vita, lasciarci guidare dallo Spirito e ricentrare i nostri riferimenti e l’orizzonte delle esigenze della vita cristiana, con particolare attenzione ai segni dei tempi.

 

LA COMPETENZA

 

Sottolineiamo la necessità di restituire un valore centrale al tema della competenza che troppo spesso è trascurato o sottovalutato.

 

In particolare avvertiamo come esigenze prioritarie:

 

1)     APPROFONDIMENTI SUL TEMA DELLA COMUNICAZIONE: riteniamo importante creare occasioni attraverso le quali vengano stimolate le capacità e approfondite le tecniche di gestione e animazione delle riunioni a vari livelli (genitori, comunità capi, staff e ragazzi).

 

2)     ACQUISIZIONE DI COMPETENZE PEDAGOGICHE E SOCIOLOGICHE: per competenze in questi ambiti intendiamo l’acquisizione di chiavi di lettura e di strumenti di conoscenza dei ragazzi, di interpretazione dei loro comportamenti ma soprattutto di individuazione dei loro bisogni all’interno dell’attuale contesto sociale, considerato nella sua complessità. In proposito riteniamo che l’Associazione sia chiamata a realizzare un confronto continuativo con le altre realtà presenti nel territorio, perché la conoscenza e il dialogo costituiscono comunque occasioni di arricchimento ma soprattutto permettono di individuare i luoghi dai quali attingere le competenze specifiche che non necessariamente sono presenti all’interno delle nostre strutture.

 

3)     APPROFONDIMENTI SUGLI STRUMENTI METODOLOGICI: riteniamo che le varie realtà dell’associazione non utilizzino in maniera piena gli statuti e i regolamenti, che costituiscono invece strumenti imprescindibili per la nostra identità di educatori SCOUT. Proponiamo pertanto momenti di confronto, in particolare tra i gruppi, su questi strumenti per rivalorizzarli individuando anche  le cause che portano spesso a difficoltà nella loro utilizzazione.

LA PACE

Premessa:

La frase che sintetizza la “Pacem in Terris” è :

NON C’E’ PACE SENZA GIUSTIZIA ,

NON C’E’ GIUSTIZIA SENZA PERDONO

Il percorso che abbiamo ipotizzato si sviluppa su tre punti che partono dal riconoscimento, laico prima che cristiano, della dignità di ogni persona e dei suoi diritti.

 

1)    RICONOSCERE I DIRITTI DELL’ALTRO:

A)    attraverso la conoscenza della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che recita:

Articolo 1:

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2:

Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

 

B)    attraverso la rilettura  del Vangelo e della “Pacem in Terris” per una crescita di fede più matura alla luce dei diritti degli ultimi.

 

 

2)    CONOSCERE LE ATTUALI VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI

 

Riteniamo che la normale informazione non possa svelare la complessità della realtà che ci circonda. E’ dovere morale conoscere maggiormente ciò che accade tramite fonti diverse ( integrative, alternative, ufficiali, non governative, Internet, Associazioni Cristiane e missionarie, etc….) . E’ fondamentale educarci a fare confronti fra fonti di informazioni diverse.

Di conseguenza proponiamo di acquisire strumenti di analisi e informazioni concrete  su:

a)     CAUSE dell’attuale assetto politico-economico che ha prodotto il divario Nord/Sud del Mondo, e in particolare dei  processi di impoverimento odierni;

b)     CAUSE, LOCALIZZAZIONE E NUMERO dei conflitti (Guerre a varia intensità) in corso;

c)      NUOVE SCHIAVITU’ presenti nel Mondo ed in Italia.

 

 

3)    EDUCAZIONE ALLA RISOLUZIONE NON VIOLENTA DEI CONFLITTI PERSONALI

 

Abbiamo pensato di approfondire con training di formazione le “tecniche di gestione delle situazioni conflittuali” personali, senza dimenticare l’ottica cristiana del perdono.

Inoltre vorremmo che queste tecniche fossero applicate all’agire concreto (politico) che deve essere attuato nelle situazioni locali e nella vita di ogni giorno.

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RACCOMANDAZIONI

  

-        Sottolineiamo l’importanza di dare priorità nella scelta e nell’attualizzazione del programma al punto ‘Fede’, perché crediamo profondamente che essa sia alla base della nostra scelta di essere educatori Scout in AGESCI. (Co.Ca. Bientina 1)

 

-        Chiedere a gran voce approfondimenti di strumenti metodologici cozza contro la pratica messa in atto da molte Co.Ca. qui riunite. Come organizzatore delle ‘officine metodologiche’, strumento nato in regione per rispondere a queste esigenze, posso dire che sono state regolarmente evitate dai capi della nostra zona. Chiedo quindi di ripensare a ciò che si chiede, nell’ottica della responsabilità delle proprie scelte. Prima di chiedere nuovi momenti di verifica, vediamo di partecipare pure a quelli che GIA’ ESISTONO. (Giovanni - PISA 5)

 

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